Morto il Maggiore Arbarello

Lo scorso 2 aprile è morto il maggiore degli alpini Vincenzo Arbarello, vittima di una valanga avvenuta in zona di guerra. Aveva coraggiosamente preso parte alle più ardite operazioni della guerra in montagna, distinguendosi in ogni occasione per il suo valore al punto da essere soprannominato “il conquistatore del Monte Nero” e da essere chiamato  el pare (il padre) dai suoi sottoposti.

Nato a Torino il 22 febbraio 1874, entrò nella Regia Accademia Militare di Modena uscendone col grado di sottotenente il 30 ottobre 1896 ed assegnato al 2° Reggimento alpini. Con essi prese parte alle attività di soccorso in seguito al sisma del 1905 che colpì la Campania. Operò prevaletemente a Salerno.

Promosso Capitano il 30 ottobre 1911, passò in forza al 3° Reggimento alpini nel Battaglione Exilles con il quale partì per la guerra di Libia. Distintosi durante gli scontri di Derna tra il gennaio ed il marzo del 1912, fu decorato con una Medaglia di bronzo al Valor Militare.

Rientrato in patria a causa di una malattia fu in seguito incaricato di comandare la scorta alla Commissione Confini incaricata di definire i confini del nascente stato albanese.

All’ingresso dell’Italia nell’attuale conflitto il suo battaglione venne schierato nella zona di Montemaggiore, dopo pochi giorni di scontri riuscì ad occupare la quota 1450 del Monte Stol. Per il suo comportamnto durante l’assalto riuscito al Monte Kozilak, fu insignito della Medaglia d’argento al Valo Militare. Assunse poi il comando del neo costituito Grupp alpino Bagli ordini del Generale Donato Etna.

Tra il 15 ed il 16 giugno del 15 condusse l’assalto notturno al Monte Nero, al comando di 130 uomini ed in condizioni di visibilità quasi nulla a causa di nebbia e assenza di luna. Il compbattimento corpo a corpo con le forze ungheresi fu feroce. Egli rimase ferito gravemente tuttavia all’alba la posizione era presa. Fu decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia ed il Governo francese lo insignì con la Croce di guerra con palma di bronzo.

Il 16 agosto 1915 presso Tolmino fu ferito ad una gamba da una scheggia di granata. Il 15 febbraio 1916 fu promosso maggiore ed assunse il comando del Battaglione “Monte Granero” col quale operò in Cadore ed in Carnia.

Lo scorso 2 aprile una valanga investì il baraccamento in cui lui, il suo Aiutante Maggiore tenente Botasso ed altri 14 soldati. La morte non ginse subito, ebbe tempo di lasciare scritto:

“Credevo di morire diversamente: ho cercato di aiutare il mio tenente Botasso in tutti i modi ma inutilmente: muoio asfissiato nel nome d’Italia

Fu decorato con una seconda Medaglia d’argento alla memoria.

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