Belgrado è caduta

Di fronte alla possente spinta offensiva delle armate guidate dal generale tedesco Mackensen, la resistenza Serba, ancorchè accanita e valorosa, non ha potuto che rallentare l’avanzata austro-tedesca per guadagnare il tempo per consentire al grosso dell’esercito di disimpegnarsi ed evitare di rimanere circondato e distrutto nella regione compresa tra la Sava, la Drina e il Danubio.

Le avanguardie austriache già ieri erano penetrate nei sobborghi della capitale serba di Belgrado e ne erano nati accaniti e feroci combattimenti casa per carsa mentre l’artiglieria tedesca di grosso calibro martellava le postazione serbe riducendole ad un cumulo di rovine e causando gravissimi danni e dolorisissime perdite civili tra la popolazione civile.

Nella giornata di oggi, non potendo resistere oltre all’offensiva nemica e alla preponderanza numerica avversaria, le truppe di Radomir Putnik si sono progressivamente ritirate dalla città consegnandola agli austro-tedeschi che l’hanno occupata in forze mentre il grosso dell’esercito di Mackensen attraversava i fiumi su pontili e imbarcazioni per proseguire la spinta offensiva.

Le forze serbe sono in piena ritirata verso le regioni montagnose del sud nel tentativo di costruire una seconda linea fortificata sfruttando la conformazione del terreno che costituisce in più punti un formidabile ostacolo naturale. Minacciate alle spalle da un esercito di 350.000 bulgari che ancora non hanno dato il via alle ostilità ma che, secondo fonti interne, sono prossime a muovere, le forze serbe stanno attuando una strategia dilatoria, evitando lo scontro frontale e risolutivo con un nemico superiore, nel tentativo di consentire al Corpo di spedizione di Sarrail di marciare verso nord in loro soccorso.

Le operazioni di sbarco a Salonicco proseguono. Già 40.000 uomini sono arrivati in grecia e, con il salvacondotto del Re Costantino e del nuovo governo greco, si stanno cautamente movendo verso nord. Secondo la stampa serba, la marcia è troppo cauta e troppo lenta rispetto a quella veloce e agguerrita di Mackensen. Dovesse la Bulgaria entrare in guerra nei prossimi giorni potrebbe tagliare la strada alla ritirata serba e penetrare come un coltello tra gli eserciti anglo-francesi e quello serbo, vanificando quindi lo sbarco dell’Intesa, isolando i serbi e dando la possibilita’ agli austro-tedeschi di annientarli.

Le forze di Sarrail aumentano in numero ma le operazioni di sbarco vanno a rilento rispetto al precipitare della situazione. Nuove divisoni sono state distolte dal fronte di Gallipoli e sono in viaggio verso la Grecia, significando quindi la fine delle operazioni belliche o quanto meno il declinare dell’interesse dell’Intesa nei confronti del fronte turco a favore di quello balcanico.

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