Come fu fermato l’urto del nemico

Il Natale è appena trascorso con le consuete lotte di artiglierie e di fanteria, in particolare sull’Altipiano di Asiago, ove probabilmente le operazioni, a causa dell’inverno subiranno inevitabilmente un notevole rallentamento. Sul resto del fronte, una relativa calma ha permesso ai sodati di radunarsi intorno a focolari per godersi i regali inviati dalle famiglie.
I doni del resto arrivarono ovunque, anche nei settori ove più infuriò la battaglia, possiamo dire che ognuno avuto modo di celebrare il Natale.
In qualche tratto del fronte in pianura, gli austriaci esposero fuori dalle loro trincee cartelli recanti scritte di “Buon Natale” e “Viva la Pace”. I cartelli e probabilmente i loro autori vennero presi a cannonate e fucilate.

Sugli altopiani invece la situazione è ben diversa: la lotta, accesasi all’alba, fu da subito violentissima a causa del fuoco dell’artiglieria, con granate convenzionali e caricate a gas. Il settore maggiormente colpito sulla destra dello schieramento della prima armata e precisamente tra col del Rosso e Val Frenzela. Il suo intento, sempre il medesimo, è quello di forzare i passi della Valstagna per poter così scendere lungo la val Brenta e prendere la via per Bassano.
Questi ripetuti attacchi portati dalle truppe del generale Conrad, sono falliti. Le truppe scelte del generale Pecori-Giraldi, poste a salvaguardia delle linee dell’altipiano, hanno retto e reagito agli assalti di fanteria E dai colpi delle artiglierie nemiche. Dall’alba a mezzogiorno stettero in azione, sotto la tempesta delle granate, e balzando prontamente contro gli assalitori in duelli corpo a corpo.
I Jaegers non poterono raggiungere durante tutta la giornata che le sparpagliate case del paese di Sasso, la nostra ferma resistenza potei contenerli ed impedire loro qualsiasi conquista.

Mentre il nemico continuava sprecare forze energia in questi ripetuti attacchi, altri combattimenti da noi iniziati impegnavano le forze avversarie sul col del Rosso e Monte Val Bella. In questa notte due reggimenti, soprattutto, si sono distinti: il 78º fanteria, appartenete la famosa brigata dei lupi, di cui sono note le gesta, e il 5° bersaglieri, un magnifico reggimento che da molti giorni prima linea sugli altipiani e combattere innovando continuamente le proprie energie con grande ardore. Nel pomeriggio del giorno di Natale l’attività combattiva andava scemando lungo tutta la fronte.

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