Affondata la corazzata Garibaldi

Questa mattina, durante un’operazione di bombardamento di un avamposto Austro-Ungarico, la corazzata veloce Garibaldi è stata colpita da un siluro, molto probabilmente l’U-4 della Marina Austro-Ungarica, ed è immediatamente affondata. La squadra di cui la Garibaldi faceva parte si è subito ritirata lasciando sul posto solo tre cacciatorpediniere che hanno svolto l’operazione di recupero dell’equipaggio della nave affondata. I caduti dovrebbero essere poco più di una cinquantina a fronte di oltre 500 tratti in salvo dai soccorsi. La Garibaldi è affondata in meno di dieci minuti dopo l’esplosione del siluro nemico.

Varata l’8 giugno 1898, la Garibaldi faceva parte dell’omonima classe progettata dall’ingegnere Edoardo Masdea. Oltre alla Garibaldi altre 10 navi da guerra simili sono state costruite sia per la Regia Marina Italiana che per la Marina Argentina che ne ha acquistati 3. La Garibaldi dislocava 7000 tonnellate circa ed era armata da un potente cannone da 254 mm e una coppia di cannoni da 204 mm.

Lo Stato Maggiore della Marina ha sottolineato che la perdita della Garibaldi non costituisce un grave danno poichè la nave da guerra era ormai anziana. Vienna al contrario trionfa e proclama una grande vittoria l’affondamento della nave da guerra italiana.

Ecco il comunicato ufficiale italiano:

Il Capo di Stato Maggiore della Marina comunica:
Dalla data dell’ultimo comunicato, 7 corrente, la Marina ha dovuto svolgere una intensa azione – talora molto ravvicinata – con navi e con mezzi aerei contro le coste del nemico nel basso e nell’alto Adriatico.
Sul mare possono essere indicate le seguenti operazioni compiute nell’arcipelago dalmata: interruzione di cavi telegrafici presso isole, che, per la loro posizione più avanzata verso la nostra sponda, costituivano efficienti stazioni di vedette del nemico; distruzione in una di essere delle sistemazioni per il rifornimento di siluranti, della caserma, delle officine con cattura di alcuni prigionieri.
All’alba del 18 corrente, la divisione dei nostri vecchi incrociatori Varese, Ferruccio, Garibaldi e Pisani, ha avvicinato le acque di Cattaro, rendendo palese la sua presenza col bombardamento e danneggiando seriamente la ferrovia presso quella località. Nello stesso tempo navi sottili agivano contro Gravosa distruggendovi il deposito macchine, caserme e vari edifici militari, ed eseguivano, mediante sbarco, una ricognizione nell’isola di Giuppana.
Le corazzate nemiche, rifugiate nella base, di Cattaro, le quali benchè di tipo non moderno, avrebbero potuto affrontare la nostra divisione di antiche e moderni incrociatori, nons ono uscite dal porto, pure avendo le macchine pronte.
Mentre le nostre navi si allontanavano sono state fatte segno di attacchi di sommergibili, e la Garibaldi, dopo aver evitato un primo attacco, è stata colpita da un siluro ed è affondata. L’equipaggio si è comportato con perfetta calma e disciplina levando più volte il grido “Viva il Re!” prima di gettarsi in mare secondo l’ordine ricevuta ed è stato salvato nella massima parte.
Sono da annoverarsi tra le azioni aeree più notvoli: bombardamento compiuto ( 7 corrente ) da un nostro dirigibile contro lo stabilimento tecnico triestino, già gravemente danneggiato nella precedente incursione del giorno 4. Questa volta le bombe gettate in quell’importante cantiere hanno fatto divampare un incendio così esteso da essere ancora visibile a 40 chilometri di distanza;
lancio di bombe compiuto da un nostro idrovolante nel Canale di Fasana presso Poia ( 14 corrente );
bombardamento eseguito da due nostri idrovolanti contro la batteria in vigilanza del faro di Salvore ( 14 corrente );
intenso bombardamento, compiuto con ottimo risultato, da un nostro dirigibile, della stazione di Grignano e degli impianti attigui della linea ferroviaria Trieste-Monfalcone ( 18 corrente );
Il 17 corrente un idrovolante nemico facente parte di una squadriglia che aveva volato su Bari e Barletta è stato catturato e con esso i due ufficiali che lo montavano.

Firmato: THAON DI REVEL

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