Werner Voss

Con ogni probabilità fu il pilota di maggior talento di tutto il conflitto.

Nato il 13 aprile 1897 a Krefeld, nella Renania-Vestfalia, cittadina a pochi km di distanza dall’Olanda, non veniva da una famiglia di tradizione militare, il padre era il proprietario di una tintoria. Allo  scoppio della guerra, partì come volontario nella milizia di Krefeld, ed assegnato alla undicesima compagnia degli ussari di Vestfalia il 16 novembre 1914 impegnata sul fronte orientale. In meno di sette mesi, passò dal grado di semplice ussaro a quello di sottufficiale e fece richiesta per frequentare la scuola d’aviazione nel 1915. Superò il corso a Krefeld e grazie alle sue innate doti di pilota divenne il più giovane istruttore di volo presso la scuola di Colonia. Nel febbraio 1916, operò come osservatore e poi il 28 maggio dello stesso anno divenne pilota.

 Il 21 novembre 1916 fu temporaneamente assegnato al Jasta 2, lo squadrone di volo di Oswald Boelcke, a Lagnicourt. Voss tra lo stupore dei propri compagni, in breve tempo si avvicinò, per numero di vittorie, a Manfred von Richthofen e Erwin Böhme, la sua prima vittoria confermata, l’abbattimento di un Nieuport 17, avvenne dopo soli 6 giorni dal suo arrivo. Lo Jasta 2 gli fece dunque incontrare gli altri assi dell’aviazione tedesca, primo tra tutti Manfred Von Richtofen, di cui divenne intimo amico, fu qui che sotto la guida di Boelcke i due piloti impararono a combattere e Voss, grazie alle sue innate doti acrobatiche, fu presto evidentemente tra i primi, secondo forse solo a Richtofen stesso. Grazie alle 28 vittorie ottenute, guadagnò velocemente le più alte onorificenze, tra cui 3 “Pour le merite”, la Croce di prima classe, la Croce di Cavalleria con le Spade dell’Ordine della Casata degli Hohenzollern.
I suoi atti di coraggio gli permisero di passare al comandò degli Jasta 29 e poi 14. Ancora diciannovenne, Voss divenne comandante dello Jasta 5. Quando Fokker volle provare i suoi triplani ne assegnò uno a Richtofen e dopo pochi giorni, un secondo proprio a Voss il quale, lo decorò dipingendo sul muso una irriverente caricatura del Kaiser, con grosse sopracciglia, occhi e baffi.
Il Barone rosso, Manfred von Richthofen decise di inserire Voss nel “Circo Volante”, il Jagdgeschwader 1, una formazione d’élite comprendente i Jasta 4, 6, 10 e 11, e Voss comandò il Jasta 10, il 30 luglio 1917. Ottenne altre 14 vittorie, 10 delle quali sul celeberrimo Triplano Fokker.

A detta di compagni ed avversari, Voss fu gentile e cavalleresco: la sua stragrande superiorità gli permetteva spesso di colpire soltanto il motore degli avversari, costringendoli ad atterrare ma senza ucciderli: delle sue 44 vittime, molti sopravvissero, costretti solo ad un atterraggio di fortuna. Egli infatti vedeva il combattimento aereo come una sorta di sfida, una giostra cavalleresca. Una volta, per provare l’abbattimento di un avversario, Voss atterrò dietro le linee nemiche, smontò e recuperò la mitragliatrice dal velivolo abbattuto, quale prova del suo successo, e ripartì poco prima dell’arrivo dei fanti inglesi.
Dall’abbigliamento abbastanza “trasandato” quando era a terra, alla perfetta uniforme quando doveva volare: sosteneva infatti che “avrebbe potuto dover atterrare fuori campo e non voleva apparire in disordine se avesse incontrato una dama”.
Il su ultimo epico volo avvenne il 23 settembre 1917, poco prima delle 18.00, volava senza scorta. Voleva raggiungere le 50 vittorie, ma si scontrò con una squadra aerea inglese composta 7 velivoli tra cui quelli di James McCudden, Arthur Rhys Davids, Reg Hoidge e Gerald Bowman. Benché lo scontro fosse chiaramente squilibrato, combatté resistendo eroicamente per una decina di minuti per poi esser abbattuto da Rhys Davids. Rhys Davids si disse addolorato di averlo abbattuto, riconoscendo il valore dell’avversario.

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