Terminata l’inchiesta, Mata Hari rinviata a giudizio

Il rischio di una condanna a morte per la nota danzatrice esotica di origini olandesi si fa sempre più concreto. Rientrata da poco in Francia, è stata arrestata lo scorso 13 febbraio a Parigi nella sua camera dell’albergo Elysée Palace e rinchiusa nel carcere di Saint-Lazare. L’accusa è di collaborare coi servizi segreti tedeschi.

Da febbraio è iniziata l’inchiesta preliminare condotta dal capitano Pierre Bouchardon. Davanti a lui Mata Hari, forse consigliata dal suo avvocato, il suo ex amante Édouard Clunet, ha negato ogni accusa massale contro. Purtroppo per lei con il passare dei giorni le accuse divennero sempre più circostanziate e divenne impossibile per lei giustificare le somme di denaro ricevute dall’Olanda da van Der Capelen e dalla Spagna da von Kalle. A questo punto il colpo di scena: dichiara di essere stata un agente russo in Austria e che tramite il capitano Ladoux ha ricevuto una proposta di lavorare come agente francese.

L’accusa inizialmente non ha ancora prove concrete contro di lei che invece può vantare di essersi messa a disposizione dello spionaggio francese. Purtroppo per lei il controspionaggio francese ha poi decifrato le trascrizioni di alcuni messaggi tedeschi intercettati che la indicano come l’agente tedesco H21. Mata Hari a questo punto deve ammettere di essere stata ingaggiata dai tedeschi, di aver ricevuto inchiostro simpatico per comunicare le sue informazioni, ma di non averlo mai usato e di non avere trasmesso nulla al nemico. 20.000 franchi ricevuti dal console von Kramer però complicano la sua posizione, la sua giustificazione circa un risarcimento per i disagi patiti durante la sua permanenza in Germania nei primi giorni di guerra non convince Bouchardon.

Il suo passato le complica ulteriormente le cose: gli ufficiali francesi suoi ex amanti, interrogati dichiararono di non averla mai ritenuta un agente segreto ma il capitano Georges Ladoux nega di averle mai proposto di lavorare per il servizi francesi, al contrario l’ha sempre considerata una spia nemica. L’addetto militare a Madrid, l’anziano Denvignes, l’accusa di averlo corteggiato allo scopo di carpirgli informazioni. Nessuno dei due ufficiali ha potuto citare una circostanza precisa con la quale accusarla ma le loro dichiarazioni hanno dato una svolta determinante all’inchiesta che si è chiusa oggi con il rinvio a giudizio di Mata Hari.

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