Morane-Saulnier N

Morane Saulnier N “Bullet”

Il Morane Saulnier N “Bullet” è stato il primo aereo di serie a montare una mitragliatrice in grado di sparare attraverso il disco dell’elica attraverso un sistema che permetteva di non distruggere le pale mediante una specie di cono in ghisa montato sulle pale all’altezza della bocca della mitragliatrice, in modo da proteggerle deviando i proiettili. Questo sistema fu collaudato con successo da Roland Garros su un Morane Saulnier L “Parasol” ed in seguito adottato di serie sui nuovi “Bullet”.

All’inizio della I Guerra Mondiale, la Morane – Saulnier assunse il celebre pilota Roland Garros per sviluppare un sistema per poter sparare attraverso l’elica. Già nel 1914, Schneider aveva già inventato un sistema di blocco mediante un disco flottante collegato all’asse dell’elica che impediva lo sparo quando la pala era sulla linea di tiro. Il dispositivo fu poi sviluppato proprio per Morane – Saulnier, ma continuava ad evere dei problemi e fu quindi abbandonato, nonostante si pensava di predisporlo er i modelli G, H ed L.
In particolare i modelli G ed H che nel periodo prebellico erano degli apprezzati velivoli da competizione, prodotti su licenza anche dalla Pfalz e dalla Hergt in Germania.

Non è improbabile che Fokker abbia avuto a disposizione proprio questi disegni come spunto da cui partire per realizzare il suo dispositivo.
Un’altra versione della storia vuole che il dispositivo di sincronizzazione fosse in effetti montato sul Parasol di Garros, ma a causa di alcuni difetti, essenzialmente dovuti all’inaffidabilità della munizioni della mitragliatrice, che spesso partivano con un certo “ritardo”, il congegno era stato scollegato, restando invece funzionali i deflettori sulle pale, inizialmente montati solo per deviare i colpi che fossero partiti nonostante il sincronismo. Il progetto di Schneider verrà ripreso in considerazione dagli alleati solo dopo che Fokker lo avrà adottato sul suo E.III, probabilmente partendo da un dispositivo recuperato da un aereo francese abbattuto. Per buona parte del 1915 e 1916, proprio grazie a questo dispositivo, assistemmo al cosiddetto “flagello dei Fokker”, periodo in cui il dominio dei cieli era tedesco.

I nuovissimi caccia Morane Saulnier N erano decisamente più potenti, agili e veloci di tutti gli aerei prodotti sino ad allora ma, queste elevate prestazioni erano ottenute a scapito di altri parametri, come ad esempio una elevata velocità d’atterraggio in quanto non disponevano di superfici mobili (alettoni). La manovrabilità del velivolo era ottenuta deformando l’ala flettendola usando tiranti. Queste caratteristiche hanno per questo  causato spesso incidenti, soprattutto se in mano a piloti inesperti.

Un altro problema dell’aereo era rappresentato dal dispositivo di protezione dell’elica: è vero che impedisce ai proiettili di distruggerla ma il ripetuto e continuo impatto tra il sistema elica/asse e il proiettile avveniva comunque e a lungo andare si arrivava a deformare asse ed elica innescando delle vibrazioni che sollecitavano tutta la meccanica del motore e dei supporti che lo fissavano al telaio. Si sa per certo che alcuni colpi deviati sono arrivati a colpire il cofano, altri punti dell’elica ed in alcuni casi il pilota stesso (mai causandone la morte). E’ stato utilizzato dai francesi, inglesi e dai russi sul fronte orientale.

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