Lenin

La russia non firma la pace ma smobilita l’esercito

Fonti svizzere riportano la notizia sullo stato di avanzamento dei trattati di pace a Brest-Litowski.
Nella giornata del 10 febbraio scorso, il presidente dei delegati russi partecipanti ai lavori, ha dichiarato che la Russia, pur rinunciando a firmare un formale trattato di pace, dichiara di cessare lo stato di guerra con la Germania, l’Austria-Ungheria, la Turchia e la Bulgaria, e dà, nel medesimo tempo, l’ordine di smobilitazione di tutte le forze.

La difficile situazione interna della Russia, la guerra civile che sta divampando, l’instabilità del potere bolscevico, stanno drammaticamente cambiando le carte in tavola anche per gli altri fronti. L’inaspettato aiuto che questa situazione sta portando alle potenze centrali avrà per forza di cose una ripercussione su tutti gli altri fronti.
Da settimane in Francia e Belgio si parla dell’imminente nuova grande offensiva tedesca. I presupposti ci sono tutti, la ormai assodata quiescenza dell’ormai ex fronte orientale può  garantire un afflusso di uomini e mezzi sul fronte occidentale, cosa che si è già iniziata ad intravedere da settimane.
Il fronte orientale è ormai compromesso, la situazione interna della Russia rende impensabile un suo nuovo sforzo per la guerra e lascia alla Germania piena facoltà di decidere come gestire la situazione in Lituania, Curlandia e Polonia.

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