Eroica resistenza della Serbia attaccata da tre eserciti

Continua eroica e strenua la resistenza delle forze del Regno di Serbia agli eserciti invasori.

Attaccata su due fronti dagli eserciti di tre Stati, la Serbia sta opponendo una incredibile e strenua difesa facendo pagare al nemico ogni metro conquistato. Nonostante i comunicati ottimisti di Berlino e Vienna, che parlano di avanzate secondo il programma, i rapporti degli ufficiali serbi parlano di perdite incredibilmente alte sopratutto sul fronte settentrionale dove la conformazione del terreno ha offerto alle forze serbe uno splendido campo di battaglia dove colpire il nemico avanzante e batterlo sotto il fuoco dell’artiglieria e della fanteria.
Secondo fonti serbe sul fronte settentrionale sarebbero schierati non meno di 180.000 soldati tedeschi, concentrati principalmente nel fronte del Danibio e impegnati in queste ore nella conquista di Prahovo, ultima roccaforte serba sul fiume. Tutti gli attacchi tedeschi sino ad ora sarebbero però stati vani e respinti con pesanti perdite.
Berlino, nel proprio bollettino di ieri, ha annunciato che gli eserciti del gruppo del maresciallo Mackensen continuano a progredire mentre a sud di Semendria è stato preso d’assalto il monte Vranovo e ad est di Pozarevaz il villaggio di Smalgianc.

Sul fronte meridionale, verso il confine con la Bulgaria, le forze serbe oppongono ugualmente una fiera resistenza ma la sproporzione numerica, a favore delle truppe dello Tzar Ferdinando di un fattore di 2,5 a 1, è troppo pesante e gli eserciti della Serbia sono costretti ad operare una lenta e metodica ritirata verso le linee più arretrate abbandonando le zone meno difensibili.
Centoventimila serbi resistono accanitamente alla pressione del nemico che ha scatenato un attacco generale su tutta la frontiera bulgara con l’obiettivo di impegnare quante più truppe serbe possibile e capitalizzare quindi la superiorità numerica.
Gli attacchi più accaniti sarebbero sull’ala destra bulgara con l’evidente tentativo delle forze di Sofia di penetrare in profondità nel territorio serbo e aprire una via di comunicazione con le forze alleate austro-tedesche. Il secondo obiettivo bulgaro sarebbe l’interruzione della ferrovia Nisch-Uskub-Salonicco per bloccare l’avanzata anglo-francese e tagliare le vie di comunicazione.

Procedono gli sbarchi di truppe dell’Intesa a Salonicco. Secondo Londra, Sarrail avrebbe a propria disposizione circa 50.000 uomini di cui però meno della metà sarebbe pienamente equipaggiato e schierato in zona operativa.
Le forze di Sarrail al momento sono impegnate a progredire verso nord e mettere in sicurezza la vitale via di comunicazione ferroviaria che da sola garantirà il supporto logistico e l’approvigionamento dell’intero corpo di spedizione. Il possesso e l’operatività di predetta via ferrata è fondamentale anche per l’approvigionamento e il supporto delle forze serbe nonchè l’evacuazione del personale militare ferito in combattimento.
Un primo scontro si sarebbe avuto presso il confine Grecia-Bulgaria, dove le forze anglo-francesi si sarebbero scontrate con le truppe bulgare di presidio della frontiera e le avrebbero ricacciate.

Secondo fonti francesi, al momento le forze serbe, forti di 350.000 uomini, sarebbero sotto l’attacco di poco meno di un milione di soldati tra austro-ungarici, tedeschi e bulgari.

 

 

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