E’ battaglia nelle valli della Marna e della Mosa

Scontri durissimi su tutto il fronte: da Parigi alla Lorena – Carneficina senza precedenti – La Sesta Armata cozza sul fianco di Von Kluck – Il Corpo di Spedizione Inglese e Quinta Armata passano al contrattacco – Nona e Quarta armata arretrano in difficoltà – Verdun difesa tenacemente dall’Armata di Serrrail – Spostamento strategico della Settima Armata tedesca

Sin dalla prima mattina violetissimi combattimenti sono scoppiati lungo tutta la linea del fronte, da nord di parigi fino alla Lorena. Per centinaia di chilometri le truppe anglo-francesi hanno urtato duramente contro quelle tedesce con alterne fortune. Ne è risultata la battaglia più grande della storia con quasi due milioni di soldati coinvolti e una delle carneficine più spaventose della storia dell’umanità. I caduti, tra morti e feriti, si contano a decine di migliaia da ambo le parti. Le retrovie e gli stessi campi di battaglia, sono letteralmente ricoperti di morti, morenti e feriti che attendono un pietoso soccorso.

Carica_alla_baionetta_durante_la_battaglia_della_Marna

Truppe francesi caricano alla baionetta, Marna 1914

A nord di Parigi, la Sesta Armata costituita per la difesa della Città e comandata dal Generale Maunoury, dopo una marcia d’avvicinamento condotta in segreto sin da ieri, ha ingaggiato le truppe di Von Kluck colpendo il fianco destro della formazione nemica avanzante. Lo scontro è stato cruento ed è culminato in formidabili cariche alla baionetta da parte della fanteria francese che hanno costretto le formazioni nemiche ad una precipitosa ritirata poi arrestata su posizioni più solide contro le quali i rinnovati attacchi francesi si sono infranti senza grossi risultati.

Il Corpo di Spedizione Britannico, dopo una ritirata che sembrava interminabile e iniziata a Mons, ha tenuto fede alla promessa fatta a Joffre e ha fatto dietro-front e si è diretto verso la battaglia giungendo a contatto con l’armata di Von Kluck e aumentando la pressione sui tedeschi nei momenti critici dello scontro con la Sesta Armata francese. Anche l’Armata di d’Esperey, la Quinta, è passata al contrattacco. Nonostante la stanchezza e le durissime perdite umane e di materiali, la truppa comandanta da d’Esperey ha compiuto una notevole avanzata costringendo il fianco della Seconda Armata di Von Bulow a ripiegare parzialmente. Il Generale Petain, comandante della Sesta Divisione della Quinta Armata, ha condotto con successo un attacco contro il fianco sinistro dell Seconda Armata tedesca arrivando a riconquistare Montceaux-les-Provins.

Al centro dello schieramento, la Nona e la Quarta armata francese hanno ingaggiato un difficile combattimento con le truppe nemiche e, dopo alterne fortune, hanno dovuto ripiegare di fronte alla fortissima pressione avversaria. La Nona armata, comandanta dal Generale Ferdinand Foch, è stata scalzata dalle proprie posizioni e ha dovuto arretrare fino a St. Gond Marshes. I combattimenti hanno comportato perdite ingenti da parte di entrambi gli schieramenti al punto che le truppe tedesche non sono riuscite ad approfittare del locale cedimento francese.

Soldati francesi in posizione difensiva

A Verdun, fianco destro francese dell’immane battaglia, le truppe di Sarrail hanno difeso senza cedimenti la piazzaforte francese contro la quale i rinnovati attacchi del Kronprinz Guglielmo si sono infranti con perdite spaventose e senza alcun successo.

I combattimenti nella bassa lorena si sono spenti anche per quello che, secondo voci non ufficiali e tutt’ora non confermate, dovrebbe essere un massiccio spostamento strategico tedesco nel quale la Settima Armata è stata di fatto sciolta e riallocata sul fianco destro tedesco a supporto dell’armata di Von Kluck per far fronte all’inaspettato contrattacco anglo-francese.

Le sorti della battaglia, disputata su un territorio gigantesco e comprendente un numero mai visto di combattenti, sono incerte. In alcuni settori le truppe alleate sembrano aver avuto la meglio mentre altrove il vantaggio è a favore di quelle tedesche. Le perdite sono ovunque così ingenti da rendere impossibile una previsione su quale dei due contendenti sarà in grado di avere la meglio e di resistere ai tremendi colpi avversari.

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