Circolare contro gli atti di insubordinazione e codardia

Riportiamo di seguito la circolare emessa oggi dallo Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano voluta dal comandante in capo, il generale Cadorna.

Circolare n. 3525 del 28 settembre 1915.

Deve ogni soldato esser certo di trovare, all’occorrenza, nel superiore fratello od il padre, ma anche deve esser convinto che il superiore ha il sacro dovere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti ed i vigliacchi. Nessuno deve ignorare che in faccia al nemico una sola via è aperta a tutti: la via dell’onore, quella che porta alla vittoria od alla morte sulle linee avversarie; ognuno deve sapere che chi tenti ignominiosamente di arrendersi o di retrocedere, sarà raggiunto, prima che si infami, dalla giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti o da quello dei carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia stato freddato prima da quello dell’ufficiale. Per chiunque riuscisse a sfuggire a questa salutare giustizia sommaria, subentrerà, inesorabile, esemplare, immediata, quella dei tribunali militari; ad infamia dei colpevoli e ad esempio per gli altri, le pene capitali verranno eseguite alla presenza di adeguate rappresentanze dei corpi. Anche per chi, vigliaccamente arrendendosi, riuscisse a cader vivo nelle mani del nemico, seguirà immediato il processo in contumacia e la pena di morte avrà esecuzione a guerra finita. Sia data alla presente circolare la più larga diffusione.

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'Circolare contro gli atti di insubordinazione e codardia' has 1 comment

  1. 29 settembre 2015 @ 12:32 Francesco Miotto

    Infatti la metodologia di questo pazzo invasato porto diritto a Caporetto . Il classico esempio di pallone gonfiato “armiamoci e partite”


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