Bollettino del 5 giugno 1917

Sulle fronti tridentina e carica brevi e poco intense azioni d’artiglieria e limitata attività di pattuglie. Contro le nostre posizioni del Vodice e ad est di Gorizia, sulle pendici nord del San Marco, nuovi tentativi d’irruzione fatti dal nemico nella notte sul 4 e durante la giornata, venero respinti. Prendemmo 38 prigionieri, di cui un ufficiale.

Sul Carso, il nemico dopo aver portato alla massima intensità il tiro d’artiglieria, col quale già da più giorni batteva violentemente le nostre linee avanzate, lanciò nella notte sul 4 forti masse all’attacco dal Dosso Faiti al mare. Le posizioni del Dosso Faiti, per quanto completamente sconvolte, vennero strenuamente difese dalle fanterie della brigata Tevere (215° e 216° regg.) che dopo lunga lotta, nonostante violentissimi tiri d’interdizione, respingevano definitivamente l’avversario che aveva potuto in un primo momento mettere piede in qualche nostro elemento di trincea. Vennero catturati 62 prigionieri.

Da Castagnevizza al ciglione a nord di Jamiano, le nostre truppe resistettero bravamente agli attacchi accaniti, e con contrattacchi e violenti corpo a corpo riuscirono a tenere saldamente le proprie posizioni e ad occupare anzi qualche nuovo tratto avanzato nei pressi di Castagnevizza e di Versic. A sud di Jamiano, mentenendo salde le posizioni di ala, dovemmo inflettere alquanto il centro della nostra nuova linea, per sottrarla agli effetti micidiali del fuoco. Con frequenti ritorni offensivi riuscimmo dapprima ad arrestare nettamente la foga avversaria, poi, con energico contrattacco, abbiamo ristabilito quasi completamente la situazione primitiva.

Firmato: CADORNA

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