Bollettino del 25 maggio 1917

Sulla fronte Giulia, dal mare a Plava, la battaglia continua accanitissima. Superando gli ardui ostacoli dell’insidioso terreno, espugnando palmo a palmo gli estesi grovigli delle fortificazioni nemiche, contesi da avversario numeroso ed agguerrito, le nostre infaticabili truppe ottennero ieri nuovi e brillanti successi.

Il complesso dei prigionieri accertati nelle giornate del 23 e del 24 ascende a 10.245, di cui 316 ufficiali. Il bottino di guerra è anch’esso considerevole.

Nel tratto compreso fra il mare e la strada Jamiano-Brestovizza, le ardite brigate “Toscana” (77° e 78° regg.) sostenute da talune batterie da campagna che si spinsero intrepide fra le fanterie, ricacciarono il nemico fin sulla linea Foce Timavo – Frondar – Quota 31, a sud-est di Jamiano. A nord di Jamiano, dopo tenaci attacchi, nei quali si distinse la brigata “Mantova” (113° e 114° regg.) furono conquistate le munitissime alture di Quota 235 e 147 ed estesa la nostra occupazione fino alle prime case di Versic.

Da Castagnevizza al Frigido violenti contrattacchi nemici tentarono di alleggerire la nostra pressione nel settore meridionale del Carso; fallirono tutti per la salda resistenza delle nostre truppe e specialmente delle fanterie della brigata “Barletta” (137° e 138° regg.).

Ad oriente di Gorizia, respinte nella notte insistenti irruzioni del nemico sulla Quota 174, a nord di Tivoli e contro Grazigna, espugnammo nuove posizioni sulle pendici settentrionali del San Marco.

Nella zona di Monte Cucco e del Vodice l’avversario moltiplicò vanamente gli sforzi contro le posizioni da noi conquistate.

Su tutta la fronte del valoroso II° Corpo d’Armata e specialmente della 53° Divisione, si sono constatate le rilevanti perdite sofferte in questi giorni dal nemico. Anche ieri forti nuclei tentarono un’azione di sorpresa contro le nostre linee ad oriente dell’altura di Quota 652 (Vodice).

Furono contrattaccati e sbaragliati. I nostri l’inseguirono fino alle loro posizioni di partenza, che espugnarono, catturando numerosi prigionieri.

Ad est di Plava ampliammo l’occupazione dell’altura di Quota 363.

Attivissima fu la guerra aerea; squadriglie di nostri velivoli bombardarono la nazione di Santa Lucia di Tolmino e le retrovie nemiche sul Carso, con effetti assai efficaci. In combattimenti aerei furono dai nostri aviatori abbattuti tre velivoli.

Firmato: CADORNA

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