Attacco italiano nel settore dell’Ortigara

L’artiglieria italiana ha preso a martellare violentemente le linee austriache dal M. Cengio alla V. Sugana. Sfortunatamente, data la vicinanza delle due linee contrapposte, numerosi colpi della nostra artiglieria hanno colpito le posizioni tenute dalla brigata Sassari in attesa di balzare all’assalto; gravi le perdite subite particolarmente dal 151° fanteria. Verificato il non soddisfacente risultato della prima fase del bombardamento preliminare, l’artiglieria italiana ha ripreso a colpire le posizioni avversarie anche con il lancio di proiettili a gas; il M. Ortigara viene descritto dai testimoni oculari come una montagna fumante tra fiamme e scoppi.
Una volta terminato il tiro dell’artiglieria, è iniziato l’assalto delle fanterie su tutto il fronte dell’attacco. I reparti della brigata Cremona sono stati impegnati sul M. Rasta subendo gravissime perdite avendo trovato i reticolati nemici quasi ovunque intatti, mentre la brigata Piacenza ha attaccato il M. Rotondo venendo però fermata dai mitraglieri nemici sbucati indenni dalle loro gallerie sotterranee che li ha preservati dal tiro preparatorio dell’artiglieria italiana. Sulla destra la brigata Sassari si è prodigata in un furioso corpo a corpo che però non è servito ad avere ragione del nemico. Contro le munitissime posizioni nemiche di M. Zebio le brigate Catania, Pesaro e Veneto si sono dissanguate senza però ottenere alcun risultato degno di nota. L’attacco al M. Forno ha inizialmente ottenuto dei successi parziali, ma l’artiglieria avversaria ha preso d’infilata le nostre fanterie avanzanti costringendole a retrocedere.

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