Alpini in azione sull’Ortigara

I reparti italiani hanno investito direttamente il M. Ortigara con un simultaneo attacco di tre colonne della 52a divisione, le quali hanno dovuto necessariamente uscire dai varchi per entrare nella depressione della Pozza e quella del Vallone dell’Agnellizza per risalire le pendici del monte. Le mitragliatrici nemiche sistemate appositamente sul Corno di Campobianco e sul M. Chiesa, dominanti tali depressioni, hanno preso d’infilata i nostri reparti. La colonna di sinistra si è inerpicata verso la sommità dell’Ortigara con i battaglioni alpini M. Stelvio e Valtellina; nel frattempo il battaglione Mondovì ha occupato il Corno della Segala a prezzo di elevatissime perdite, avendo poi avuto in rinforzo il battaglione Ceva, mentre i battaglioni Vestone e Bicocca si sono impadroniti di alcune posizioni nemiche avanzate. Le colonne di centro hanno assalito il versante orientale con i battaglioni Sette Comuni e Verona, ma le artiglierie e le mitragliatrici avversarie hanno investito violentemente le colonne italiane avanzanti allo scoperto. Riusciti comunque a giungere in prossimità delle trincee nemiche, i nostri reparti alpini si sono trovati davanti i reticolati intatti proprio mentre il diradarsi della nebbia ne segnalava la presenza al nemico; i nostri sono stati costretti a retrocedere trovando riparo dietro alcuni costoni rocciosi. Intanto la colonna di destra, col compito di prendere l’estremità nord della dorsale dell’Ortigara, ha occupato il passo dell’Agnellizza grazie all’azione del battaglione alpini Bassano, che ha fatto irruzione nelle posizioni nemiche superando tre ordini di reticolati catturando duecento prigionieri. A seguito del Bassano si è lanciato all’assalto alla baionetta il battaglione M. Baldo conseguendo un brillante successo sbalordendo gli inebetiti avversari.

Con le azioni intraprese la 52a divisione ha perso fino ad ora 122 ufficiali e 2.463 militari di truppa.

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