Affondato l’incrociatore Amafli

In servizio nei Quadri del Naviglio Militare con Regio Decreto dell’8 settembre 1907, Costato 18.913.092 lire, già all’esordio era ormai superato dalle moderne dreadnough e dagli incrociatori da battaglia. Il battesimo del fuoco l’ebbe durante la guerra italo-turca dove operò dai dardanelli alla cirenaica. Al momento dello scoppio delle ostilità l’unità era di base a Taranto ed al comando del Capitano di Vascello Giacomo Riaudo. Dal 28 giugno, insieme al Pisa ed al San Giorgio erano di base a Venezia.
Nella notte tra il 6 e il 7 luglio, uscito di pattuglia scortato dalle torpediniere Calipso e Procione, si diresse verso il punto d’incontro con le cacciatorpediniere Bersagliere ed Impavido con le quali dovevano compiere una missione di ricognizione.
Poco dopo la partenza avvistarono un sommergibile in avvicinamento ma era troppo tardi: un siluro colpì lo scafo in prossimità del locale caldaie ed una rapida inclinazione della nave su un fianco. L’uso di pompe risultò subito inutile e poco dopo fu dato l’ordine di abbandonalre la nave. Nonostante il rapido affondamento gran parte dell’equipaggio riuscì a mettersi in salvo (vi furono 72 tra morti e dispersi e 682 superstiti) raccolto dalla Calipso e dal Procione. Il rapido capovolgimento della nave (in soli 4 minuti) ed il fatto che le eliche continuassero a girare causo diversi feriti al personale che si stava mettendo in salvo. Il direttore di macchina, risucchiato dall’elica perse un braccio.

 

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